Introduzione
Negli anni ’60, il cinema italiano ha visto l’emergere di un nuovo tipo di regista, uno che non si limitava a raccontare storie appassionanti ma che andava ben oltre, creando opere d’arte totali che sfidavano le convenzioni e le aspettative del pubblico. Uno di questi pionieri è Michelangelo Antonioni, il maestro che ci ha regalato 7 Re Devono Morire, un film considerato uno dei più grandi opus maggiore della storia del cinema italiano.
La genesi del progetto
Anni ’50, i rappresentanti del neorealismo italiano stanno cominciando a esaurirsi, e i giovani registi stanno cercando di creare qualcosa di diverso. È in questo contesto che nasce l’idea di 7 Re Devono Morire, un film che combina elementi di neorealismo, surrealisti e avanguardia. La produzione del film è complessa e affatica i registi, che devono affrontare numerose scelte decisive nel corso della creazione dell’opera.
La storia del film
7 Re Devono Morire è un film senza una storia, o meglio, con una storia che è solo una scusa per mettere in scena una serie di episodi che sembrano non avere una connessione logica tra loro. La trama, se si può chiamare così, si concentra sulle storie di una successione di sette personaggi, ognuno dei quali si trasforma in re in modo sempre più astratto. Questo approccio all’opera può essere visto come un esempio dell’irresponsabilità del regista, che sfida le aspettative del pubblico e si volta alla non-linearity della storia per creare un’opera innovatrice e avanguardista.
Un film senza musica, solo rumori
Uno degli elementi più interessanti del film è la scelta di non utilizzare la musica, o meglio, di utilizzarla in modo estremamente limitato. I rumori, invece, diventano la musica principale del film, creando un’atmosfera di estraneazione e isolamento. Questa scelta non è solo un esempio di innovazione stilistica del regista, ma anche una critica alla società opprimente in cui si trova l’uomo.
I personaggi e le interpretazioni
Il cast del film è composto da attori italiani noti, come Sandra Milo, Dominique Boschero e Lee J. Cobb, che interpretano con maestria le loro rispettive ruoli. Ognuno dei personaggi risulta essenziale per la comprensione della complessità del film. Le loro storie si intrecciano in modo sempre più labirintico, creando un quadro d’insieme ricco di significati.
La tecnica del lungo racconto
Il regista utilizza la tecnica del lungo racconto per rivelare poco a poco la storia. Egli vuole che il pubblico, non appena completamente immerso nell’universo del film, sia colpito da una rivela iniziale. Nel film, il regista adopra una misura ottica non tradizionale. Egli cambia in proiezione la sua opera e compone il film in maniera da raggiungere un preciso spunti sul lettore dello sfuggente plot narrativo.
Lo stile del regista
Miichelangelo Antonioni fa uso estensivamente della camera a una mano. Egli sposta la sua camera seguendo la sequenza al rovescio e a ritroso. Egli ha voluto dare al film la possibilità di diventare un prodotto estasiato, un film che muoversi nello spazio realizzando a tal punto, un aduto tecnico. Egli è responsabile di scrivere la storia, scrivendo il testo e con la scelta del collocatura delle scene. Egli non lascia passare occasione per ascoltare ragliò da adesiva anche i pochi, quando mai, i personaggi suonano i telespettatori.
Il confronto con l’epoca
7 Re Devono Morire è un film che esce in un momento di grande cambiamento per il cinema e la società. I anni ’60 sono un’epoca di grande creatività e innovazione, ma sono anche un’epoca di grande crisi e cambiamento. Il film di Antonioni riflette questo contesto, presentando una società oppressa e corrotta, dove l’uomo è solo un martire. Questo quadro è un riflesso della disobbedienza dei movimenti sociali come il Sessantotto e contiene delle prefigurazione di conflitti interni e in un’atmosfera pessimistico, soprattutto per la nostra epoca di trasformazione nella società.
La critica al dopoguerra
Il regista critica duramente l’Italia post-bellica, una società che cerca di riscoprire la sua identità attraverso la promozione della "dolce vita" e la cancellazione della memoria storica della seconda guerra mondiale. Il film evidenzia la disillusione tra la realtà e la promessa di benessere e felicità che il dopoguerra offrivano agli italiani. Questa è complessa, affetta da una parossistica alienazione. Questa trama è ambientata in una società in preda a una crisi generale, dominata dalle forze economiche.
Il rapporto con la morte
Un tema fondamentale del film è il rapporto con la morte. I sette personaggi del film sembrano tutti condannati a morire, e la loro storia è un cammino a tappeto verso la fine. Questo tema rappresenta un esodo dalla società. Antonioni vuole che l’opera di lui raggiunga un impianto o chiusura. Questo rappresenta una voce della scienza, una realizzazione che un mondo di esternità. I personaggi del film affrontano la morte con diversa fede.
Conclusione
In 7 Re Devono Morire, Michelangelo Antonioni ci mostra un quadro della società dell’epoca: un luogo di oppressione e cambiamento, dove l’uomo è solo un martire. Questo film rappresentante la conferma di un autore maturato, sicuro, e forte non deve essere sviluppato da un punto di vista ingenuo. Pertanto che legge è un autore consapevole, che rispetta le proprie convinzioni. E che forse è in questo spirito innovatore che l’opera di Michelangelo Antonioni continua a vivere.
Altri riferimenti
- Il Maestro del Neorealismo: Il cinema di Vittorio De Sica
- L’Uomo che Sorride: Il cinema di Federico Fellini
- La Lunga Nottata di un Più: La serie Il Diario di un Amoroso di Michelangelo Antonioni e Sophia Loren