La storia dell’Italia è stata segnata da molti momenti importanti, tra cui un evento fondamentale che ha cambiato il corso della nostra democrazia: il voto del 2 giugno 1946 per il suffragio universale. Questo articolo esplora la storia e le implicazioni di questo evento attraverso una rapida analisi storica e una visione scientifica, allo scopo di fornire agli italiani una base di informazione precisa e completa.
La genesi della Costituzione italiana
Il 2 giugno 1946 fu un giorno storico per l’Italia, giorno in cui si tenne un referendum per scegliere tra la repubblica e la monarchia. Dopo mesi di discussioni intense tra i leader politici italiani, era necessario trovare una soluzione che fosse accettabile per tutti. Stappo alle possibilità era già in alto tra i sostenitori della monarchia. Uno dei temi principali era il modo in cui il popolo sarebbe stato rappresentato, con i partiti e sostenitori all’emergere di una repubblica costituente istituire.
Le donne italiane, in particolare, hanno raggiunto una notevole importanza in questa transizione. Mentre alcune donne erano state attive nella lotta per la democrazia già prima della Seconda guerra mondiale, in molti casi erano state emarginate e marginalizzate gli uomini, allora al potere, disprezzavano pesantemente donne.
Lo sfondo storico e la campagna elettorale
La campagna elettorale per il referendum fu intensa e partecipata. Molti comunisti, socialisti e cristiano-sociali, tra i più importanti erano noti per essere i favorevoli del lavoro e lo stato sociale, furono tra i sostenitori più forti per un governo repubblicano.
Nel frattempo, i monarchici – tra ei, la reina Madre munita anche della massima potestà del suo figlio unico – temevano che una repubblica porterebbe la fine dell’ultima tradizione e della monarchia nella nostra storia nazionale. Ecco perché il tentativo dei monarchi di creare una repubblica costituente all’epoca.
La bozza di Costituzione e i referendum
La bozza di Costituzione fu presentata al popolo italiano il 1º aprile 1948. Essa fu composta da 139 articoli e prevedeva un ordinamento federale e garantiva la libertà di stampa. Il 2 giugno 1946, gli italiani andarono alle urne per decidere la forma di governo: repubblica o monarchia.
La maggioranza dei votanti (54,3%) optò per una repubblica. Gli italiani appresero solo come avrebbe visto i cambiamenti sociali ed economici della Repubblica a metà degli anni ’50 e l’estremista movimento marxista delle Lotte Operaie a metà degli anni ’60.
Inoltre, il referendum condusse a un voto separato per scegliere la nazione (adempimento della Costituzione del 1947 e voto atteso dell’anno prima).
Implicazioni e conseguenze
Il 2 giugno 1946 rappresentò un importante passo avanti per la democrazia italiana. Anche se la complessità e la forza d’urto e la guerra furono sufficientemente forti, l’intensità della partenza e l’esito finale del voto sono comunque testimonianze dell’immensa complessità dello sfidare chi potrebbe avere ancora potere agli alabanati.
Le donne italiani, in particolare, hanno giocato un ruolo fondamentale nella lotta per la democrazia, nonostante le ostacoli posti dalla società e dal governo, soprattutto con il contributo attivo nei tardi anni ’20, i sostenitori dell’azione politica 1930.